MOTORI SCORREVOLI: Finecorsa meccanico o magnetico?

I finecorsa sono dei dispositivi che segnalano alla centralina del cancello automatico quando fermare la corsa; normalmente vengono installati nel punto di massima apertura e di totale chiusura del cancello.

Esistono sostanzialmente 2 tipologie di finecorsa, quelli meccanici e quelli elettronici ed entrambi fanno lo stesso lavoro; non esistono quindi differenze nella funzione che svolgono, ma esistono differenze in termini di durata ed affidabilità che andremo ora ad analizzare descrivendo le caratteristiche di entrambi.

FINECORSA MECCANICO

Un finecorsa meccanico consiste in un doppio microinterruttore (o micro switch) integrato sul motore con un’astina di prolunga esterna (o una molla) che muovendosi va ad interrompere i contatti. Per azionare questo interruttore, vengono posizionate 2 leve sulla cremagliera che quando si avvicinano all’astina del microinterruttore meccanicamente la spostano, andando quindi a chiudere il contatto. Per semplificare immagina che sul motore ci sia un interruttore e sulla cremagliera 2 dita; quando una di queste arriva vicino all’interruttore lo preme facendolo scattare.

Finecorsa meccanico di un motore scorrevole industriale da 3 tonnellate; in questo caso è possibile utilizzare un componente superiore considerando l’elevato prezzo (e l’elevata affidabilità che deve avere)

FINECORSA ELETTRONICO (O MAGNETICO)

Un finecorsa elettronico consiste (normalmente) in un sensore magnetico posto esternamente al motore e a 2 magneti con polarità opposta installati sulla cremagliera, sempre nei punti di massima apertura e completa chiusura del cancello. Il sensore magnetico ha la funzione di rilevare la presenza delle calamite sulla cremagliera e segnalare quindi alla centralina quando fermare la corsa del motore. Non funziona come un interruttore che apre o chiude un contatto bensi come sensore che riceve un imput (la presenza della calamita sulla cremagliera) ed invia un segnale che verrà interpretato dalla centralina.

Sensore magnetico di un motore scorrevole; rileva il magnete del finecorsa posto in apertura e chiusura
Sensore magnetico e finecorsa allineati

QUALE FINECORSA SCEGLIERE

Esistono dei motivi pratici per cui mi sento di suggerirti di optare per un finecorsa magnetico; questi appunti andrebbero considerati in ultimissima analisi e non devono una discriminante; sarebbe sbagliato dire che un finecorsa meccanico funziona male o si rompe subito, semplicemente al netto delle tue considerazioni vai anche a valutare questo aspetto. Vediamo ora i pro ed i contro:

  • Un finecorsa meccanico, come detto, ha un microinterruttore; di questi ne esistono alcuni di qualità eccezionale, praticamente indistruttibili, che però ovviamente hanno un prezzo costoso se paragonato al prezzo totale del motore. Su di un motore scorrevole da 400kg, per motivi di economia di scala, sarebbe impossibile utilizzare un microswitch che da solo può costare anche 20 euro, per cui necessariamente bisogna trovare una soluzione più economica. Ecco perché il primo punto a sfavore di un finecorsa meccanico e la qualità stessa del microinterruttore interno che difficilmente può essere elevata se la tipologia di motore è destinata all’uso domestico (immagina su di un kit cinese a buon mercato!). Il discorso vale meno per i motori scorrevoli industriali per il semplice motivo che queste tipologie di motori, avendo un prezzo molto più elevato,hanno la possibilità di avere un microinterruttore più costoso.
  • Un finecorsa meccanico agisce meccanicamente, ha quindi una durata di vita massima data dal numero di azionamenti che il microinterruttore può effettuare (il numero di azionamenti è comunque molto elevato, si tratta di centinaia di migliaia di azionamenti, se non di piu). Un finecorsa magnetico o elettronico invece ha una durata virtualmente infinita.
  • Un finecorsa meccanico può rompersi più facilmente perché, anche se isolato, rimane comunque esposto agli agenti esterni che alla lunga incidono moltissimo sulla funzionalità dello stesso; mi è capitato alcune volte di trovare il microswitch non funzionante perchè incrostato dall’umidità della pioggia (per fortuna spesso basta un po di lubrificante spray) oppure colonizzato da formiche o insettini vari… Un sensore magnetico invece è completamente isolato e addirittura in alcuni brand è installato all’interno della scocca del motore e non ha componenti che si possono “incrostare” o ossidare.

Concludo accennando l’esistenza di altri tipi di finecorsa meno conosciuti (non li ho mai visti in Europa, ma nel mondo esistono); uno di questi, giusto per citarne uno, ha un principio di funzionamento leggermente differente, ovvero ha un unico magnete che segnala un “punto di origine” come riferimento per fermare il motore, simile al principio dei finecorsa di alcuni motori per garage.

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